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10 buoni motivi per acquistare un termocamino

Siete indecisi se acquistare o meno un termocamino per il riscaldamento della vostra abitazione e la produzione di acqua calda: leggete tutto l’articolo per comprendere quali sono i motivi per cui è auspicabile e ottimale soluzione scegliere questa tipologia di riscaldamento.

Scegliere di acquistare un termocamino per la vostra casa ha i suoi vantaggi, nonostante il prezzo iniziale piuttosto elevato possa limitare o rimandare il suo acquisto: ma ci sono alcuni motivi per cui scegliere questa tipologia di sistema di riscaldamento per la propria abitazione e per la produzione di acqua calda sanitaria è la soluzione ottimale.

Ecco i 10 motivi più importanti.

  1. E’ la prima cosa che salta all’occhio: riduzione del consumo di combustibile che verrà utilizzato sia per la produzione del calore per gli ambienti della casa sia per la generazione dell’acqua calda necessaria al sistema idrico sanitario: un solo processo di combustione per avere due elementi fondamentali nella vostra abitazione, calore e acqua calda in tutti i momenti della giornata;
  2. se avete un’abitazione che si sviluppa su più piani, non avrete il bisogno di scegliere un modello di termocamino di elevate prestazioni se non avete un budget elevato disponibile, ma potrete scegliere anche un modello economico in quanto questa tipologia di riscaldamento può riscaldare anche spazi abitativi di grandi dimensioni, grazie all’installazione di innovativi canali di distribuzione e diffusione del calore senza dispersioni termiche e senza differenze di temperatura tra una stanza e l’altra;
  3. il termocamino è ideale anche per chi presenta problematiche alle vie respiratorie e molto spesso trova impedimento nell’utilizzare il riscaldamento con stufa elettrica o altre tipologie di sistemi di riscaldamento che asciugano l’aria e la rendono secca: il termocamino presenta un particolare sistema ad aria umidificata che riesce a distribuisce l’aria calda umidificata attraverso un sistema di canalizzazione, diventando una soluzione di elevato risparmio economico anche per le abitazioni sviluppate su più livelli o con le camere da letto distanti dall’ambiente in cui è installato l’impianto di riscaldamento;
  4. se non volete rinunciare al caminetto, alla sua visione romantica, alla fiamma danzante, ma non avete la possibilità di costruirlo nella vostra abitazione, il termocamino è la soluzione che fa per voi: la fiamma è sempre visibile dal vetrato temprato, sia che scegliate l’alimentazione a legna che a pellet, oltre al vantaggio che non dovrete controllare il fuoco, come è necessario fare regolarmente nel caminetto per evitare scintille, polvere, cenere o cadute di tronchi di fuoco, ma potrete giovare del calore dimenticandovi di avere un impianto di riscaldamento;
  5. il termocamino presenta un funzionamento molto intuitivo, è semplice da utilizzare anche da chi rinuncia al suo acquisto perchè si ritiene limitato con l’accensione o spegnimento dei sistemi di riscaldamento e ne ha paura: dotato di sistema di automatizzazione e di controllo di anomalie, il termocamino è adatto a tutti e non prevede grossi sforzi per comprenderne il funzionamento. Nella tipologia di termocamino combinato a pellet e a legna, quando la carica primaria (per esempio il pellet) è terminata, l’altra carica di combustibile si attiva automaticamente, senza che voi dobbiate imparare un complesso procedimento per il cambio di combustibile;
  6. In commercio sono disponibili numerose tipologie di termocamino, ma se si decide di scegliere la legna come sistema di alimentazione, la tipologia di maggiore rendimento termico è quella di termocamino ad accumulo, in quanto per le sue proprietà intrinseche al materiale riesce ad accumulare il calore e sprigionarlo in maniera graduale nell’ambiente aumentando l’autonomia del carico;
  7. il termocamino è la soluzione ideale per avere l’acqua calda sempre disponibile, a tutte le ore del giorno, basta solo che il termo camino sia acceso e questo genera calore e il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria necessaria all’impianto idrico, permettendone il collegamento anche con altri sistemi di riscaldamento come radiatori o termoconvettori che ottimizzano il rendimento del termocamino stesso. Inoltre, il termocamino, integrandosi con altri sistemi di riscaldamento, si accende automaticamente quando non si ha sufficiente calore o acqua calda;
  8. il termocamino permette di eliminare totalmente lo scaldabagno, fattore principale di consumo elettrico sulla bolletta. Si pensi che è stato calcolato che il consumo medio di combustibile come la legna in un termocamino è pari a circa 5-6 Kg di legno all’ora per un’abitazione di 100 mq, garantendovi una resa termica fino all’80%.
  9. il termocamino non necessita di elevati interventi pulizia o manutenzione ordinaria ad eccezione degli interventi di pulizia della canna fumaria o della camera di combustione che sono dovuti a tutte le tipolologie di impianti di riscaldamento:
  10. il termocamino permette di arredare la vostra casa con le sue linee, materiali di rivestimento e dimensioni che si adattano perfettamente alla vostra abitazione e allo spazio di installazione, diventando la soluzione ideale anche per chi non possiede un grande spazio in cui installare un sistema di riscaldamento.

Il termocamino nella vostra casa: arredare e ottimizzare gli spazi

Abbiamo parlato di vantaggi economici, vantaggi nel risparmio della distribuzione del calore, le differenti applicazioni e integrazioni del termocamino con altri sistemi di riscaldamento, della possibilità di eliminare lo scaldabagno, uno dei fattori di maggiore aumento della bolletta dell’energia elettrica, ma bisogna anche dire che il termocamino non è solo un impianto di riscaldamento dalla duplice funzione di produzione di calore e di acqua calda, ma si presenta anche come un vero oggetto di arredamento.

Con il suo design, le sue forme, le sue dimensioni e anche con la possibilità di ottimizzare gli spazi della vostra casa, inserendolo nel condotto fumario di un vecchio caminetto, o di un camino non utilizzato o di un camino guasto di una vecchia abitazione che non può essere demolito.

Stufa a pellet: detrazione fiscale e agevolazioni

In un’ottica di maggior risparmio energetico ed economico, fra le varie voci di spesa di una famiglia, incide considerevolmente il sistema di riscaldamento della propria abitazione. Le soluzioni per chi vuole migliorare il contenimento energetico di casa, riducendo di conseguenza anche i consumi, includono la possibilità di installare apparecchi biomassa. Fra questi vi è un’ampia gamma di stufe a pellet, che oltre a permettere un sostanziale miglioramento termico permettono di usufruire della detrazione fiscale prevista dalla Legge di Stabilità del 2015. Oltre alla detrazione si può usufruire anche di altre agevolazioni fiscali quali l’IVA ridotta.

La stufa a pellet è una stufa che utilizza il pellet quale combustibile in sostituzione alla legna. Il pellet è il prodotto della lavorazione degli scarti di segheria e in generale di tutti gli scarti della lavorazione del legname. E’ pertanto un prodotto ecologico, con un basso impatto ambientale e che utilizza elementi esistenti i quali anziché essere smaltiti vengono riutilizzati per produrre il combustibile.

Per l’espulsione dei fumi la stufa necessita un collegamento ad una canna fumaria esistente, oppure, nei modelli senza canna fumaria, di un condotto di scarico costruito con materiale termoresistente in conformità alle norme UNI e dal diametro generalmente inferiore ai 100 mm. Il tiraggio forzato dei fumi della stufa avviene a mezzo di una ventola meccanica in modo da non avere fastidiosi reflussi e fuoriuscite di fumo.

La manutenzione prevede sostanzialmente due interventi, uno di tipo ordinario per la pulizia del cassetto cenere e della zona combustione, il secondo annualmente per una pulizia generale più approfondita.

I requisiti per la detrazione e le agevolazioni

Per quanto riguarda l’installazione degli apparecchi biomassa e quindi delle stufe a pellet vi sono due diversi tipi di detrazione: la detrazione dall’IRPEF in dieci anni del 50% delle spese sostenute e la detrazione del 65% per la riqualificazione energetica (denominata anche ecobonus).

La detrazione del 50% dall’IRPEF in 10 rate annuali di uguale importo (con tetto massimo della detrazione fissato in euro 96.000) riguarda le spese sostenute per la realizzazione di operefinalizzate al risparmio energetico, anche qualora non ci fosse la necessità di opere edili. L’installazione e l’acquisto della stufa a pellet rientra in tale categoria (Ristrutturazioni edilizie sul sito dell’Agenzia delle Entrate).

Per usufruire della detrazione il produttore della stufa deve rilasciare un certificato che attesta un rendimento maggiore del 70% in condizioni di regime (D.M. 15 febbraio 1992). Il tecnico qualificato che installa la stufa deve rilasciare regolare certificato di conformità.

Per quanto riguarda la manodopera e le opere accessorie diverse dall’acquisto della stufa è possibile usufruire dell’aliquota IVA agevolata al 10%.

La detrazione del 65% per la riqualificazione energetica globale del fabbricato, a differenza di quella del 50%, entra nel merito e definisce gli interventi agevolati (Riqualificazione energetica sul sito Agenzia delle Entrate). L’installazione di apparecchi a biomassa quali le stufe a pellet è consentita soltanto se rientra all’interno di una serie di interventi atti a garantire dati termici certi e certificabili di cui al D.M. 26.01.2010, la stufa a pellet infatti deve andare a sostituire l’impianto di climatizzazione invernale di un edificio esistente e già riscaldato. Inoltre la stufa che sostituirà la caldaia esistente deve possedere alcuni requisiti:

  • avere un rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 (UNI-EN 303-5);
  • utilizzare biomasse combustibili ricadenti fra quelle ammissibili ai sensi dell’allegato X del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
  • rispettare i limiti di emissione dell’allegato IX del D.L. 152/2006 oppure quelli regionali se più restrittivi;
  • garantire, per i soli edifici ubicati nelle zone climatiche C, D, E e F, che i valori della trasmittanza delle chiusure apribili e assimilabili, quali porte, finestre e vetrine, rispettino i limiti massimi riportati nella tabella 4a dell’allegato C al D.Lgs. 192/05.

Per completare gli adempimenti per la riqualificazione energetica è necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi la conformità di tutti i dati tecnici al fine di trasmettere all’ENEA (l’Ente predisposto) tutta la documentazione necessaria.